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Biografia di Eugenio Finardi
Cantautore,
chitarrista e figlio d'arte, Eugenio Finardi nasce a Milano il 16
luglio 1952, da madre americana, soprano lirico, e padre italiano,
sound engineer. Dopo aver fondato la band Il Pacco, insieme ad
Alberto Camerini e al batterista Walter Calloni, nel 1972 firma il
suo primo contratto discografico con la Numero Uno e pubblica un 45
giri con due brani in inglese: Hard Rock Honey e Spacey
Stacey (1973). E' il periodo in cui si fa strada una musica
alternativa ai circuiti tradizionali di consumo: a Milano già
operano gli Stormy Six, Gianni Sassi aveva appena creato l'etichetta
indipendente Cramps e i nuovi cantautori si esibiscono alle feste
della rivista “Re Nudo”, nelle manifestazioni politiche e
nei raduni estivi, e Finardi è tra questi. Il suo primo album
si intitola Non gettate alcun oggetto dai finestrini (1975),
prodotto in coppia con Alberto Camerini, che suona le chitarre
accanto allo stesso Finardi; da Se solo avessi a Quando
stai per cominciare – contro il servizio militare –
fino a Caramba, i brani rispecchiano il tipico
linguaggio generazionale, venato da un generico ribellismo; i ritmi
variano dalla ballad al country-rock, con accordi e melodie
facilmente riproducibili; la vocalità di Finardi risente delle
radici americane: la sua è una classica voce da folk-singer,
sui toni medio-alti del pentagramma e dal timbro sottile, che
tuttavia canta su ritmiche rock. Dopo una lunga attività
dal vivo esce l'album Sugo (1976), che grazie al singolo
Musica ribelle – che diventa una sorta di inno
storico nel periodo della contestazione giovanile e studentesca degli
anni 70 – consacra Finardi come uno dei cantori della nuova
sinistra, dalla quale viene spesso invitato a concerti e
manifestazioni di lotta. Nello stesso album la canzone intitolata
La radio esalta il fenomeno delle radio private, in un
periodo in cui si fa strada l'illusione di un mezzo di comunicazione
lontano dai centri di potere, un sogno poi soppiantato dalla realtà
dei network e del business pubblicitario. Nel 1977 esce l'album
Diesel il quale prosegue sulla stessa linea del precedente con
i riferimenti alla politica in Tutto subito e
all'invasione americana del Vietnam in Giai Phong.
Invece nel 1978 il 33 giri Blitz sembra indicare una nuova
vena ispiratrice, con la poetica Extraterrestre – un
inno alla fuga per soddisfare il proprio ego, la
canzone però si chiude con un pentimento finale del
protagonista, dato che a volte per soddisfare troppo egoisticamente i
propri bisogni si finisce per restare soli: “extraterrestre
non mi abbandonare/ voglio tornare per ricominciare” –
. Dopo il deludente LP Roccando Rollando (1979), l'artista
si ritira per un lungo periodo di ricerca. Nell'LP Finardi
uscito nel 1981, collabora con Valerio Negrini, autore storico della
pop-band dei Pooh, che scrive alcuni testi e altri ne firma con lo
stesso Eugenio, tra cui la canzone Mayday. L'anno
successivo esce l'album Secret Streets (1982), realizzato con
il tastierista Mark Harris, che contiene sei brani in lingua inglese,
di matrice blues. Ma è con il 33 giri intitolato Dal blu,
pubblicato nel 1983, che si rinnova l'interesse del pubblico verso
Eugenio Finardi, che ora fonde blues e swing ad atmosfere soft,
abbandonando quindi quella che era stata la sua “musica
ribelle”, per cantare le difficoltà della sua
generazione; una delle ballate più riuscite dell'album e
senz'altro Le ragazze di Osaka – interpretata in
questa prima versione con Rossana Casale – un brano intimista,
molto poetico e suggestivo. Dopo l'LP live Strade, uscito nel
1984, nel febbraio dell'85 Finardi si presenta per la prima volta al
Festival di Sanremo, con la canzone d'amore Vorrei svegliarti;
alla registrazione dell'album intitolato Colpi di fulmine,
che contiene il brano sanremese, partecipa anche Franco
Battiato. In seguito ad un lungo viaggio negli Stati Uniti, nel
1987 pubblica l'album Dolce Italia, dove l'omonima canzone in
esso contenuta rappresenta un invito ad amare il proprio paese senza
fare dell'America un mito su cui modellarsi. Nel 1989 pubblica Il
vento di Elora, che contiene L'albero delle spade,
incentrato sul problema della tossicodipendenza, ma anche la
divertente Vil Coyote, ispirata all'omonimo personaggio
dei cartoni animati. Nel 1990 esce il CD intitolato La forza
dell'amore, il quale contiene alcune delle sue più belle
canzoni degli anni 70 e 80, (come Amore diverso, Dolce
Italia, Extraterrestre, La radio,
Le ragazze di Osaka, Musica ribelle, Non
è nel cuore, Oggi ho imparato a volare,
Patrizia),
ma anche una bellissima canzone inedita che diventa subito un hit
radiofonico, intitolata come l'album, La forza dell'amore,
si ispira a due canzoni di Battisti, Non è Francesca e
La canzone del sole. Negli anni 90 Eugenio sembra tornare
alle sue origini acustiche, sia nei live sia nelle registrazioni, e
gli album Millennio (1991), Acustica (1993), Occhi
(1996) e Accadueo (1998), certamente risvegliano l'attenzione
degli appassionati del genere, senza però scalare le
classifiche di vendita. Forse anche per questo, nel 1999 decide di
tornare a Sanremo, e si esibisce cantando il brano Amami Lara –
ispirato all'omonima “Lara Croft” eroina virtuale
del videogioco Tomb Raider – classificandosi all'undicesimo
posto. Considerando la sua copiosa produzione, si avverte come il
cantautore italoamericano sia il genuino rappresentante di una
generazione sconfitta nei propri sogni, colta in tutte le sue
trasformazioni, dal rifiuto dell'autoritarismo alla ricerca
dell'identità, fino al tentativo di ricostruire e reinventare
il rapporto di coppia. Eugenio Finardi mette in musica e parole
questi mutamenti culturali, senza grandi invenzioni poetiche ma con
la sincerità di linguaggio di chi questi passaggi li ha
vissuti e li vive ancora sulla propria pelle.
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