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Biografia di Ivano Fossati
Compositore, arrangiatore e polistrumentista, Ivano Fossati nasce il 21 settembre 1951 a Genova, studia chitarra e flauto traverso, frequenta il liceo classico e per qualche tempo anche il conservatorio, diplomandosi in pianoforte.
Nel 1971 esordisce come leader dei Delirium, band hippy-rock dalle influenze misticheggianti, pubblicando il 45 giri Canto di Osanna/Deliriana e l'album Dolce acqua, presentandosi poi nel 1972 al Festival di Sanremo con il brano Jesahel. Questa canzone riflette, anche se con un certo ritardo per l'Italia, la moda dilagante dei “figli dei fiori”. La performance sanremese colpisce per il coro di ragazzi sul palco, in realtà quasi tutti giovani musicisti dell'area genovese. Fossati firma questa canzone con Oscar Prudente, ispirandosi al modello degli Jethro Tull e del suo leader Ian Anderson, maestri del rock progressivo. In effetti tutta la produzione di Fossati risente, per un lungo periodo, delle influenze angloamericane, dal rock sinfonico al pop-rock più raffinato.
Nel 1978, con Oscar Prudente comporrà poi il brano
Pensiero stupendo per Patty Pravo. Non a caso Ivano Fossati è un eccellente scrittore di canzoni, sempre grandi successi radiofonici che durano nel tempo: da Un'emozione da poco (1978) scritta con Guido Guglielminetti per la diciassettenne Anna Oxa esordiente a Sanremo, a Dedicato (1978) e Non sono una signora (1982) entrambe composte per Loredana Berté; ma egli colleziona molti altri hit, firmando brani per Mina, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Ornella Vanoni e Mia Martini, con la quale rimane a lungo legato sentimentalmente e per la quale scrive un intero album, Danza, uscito nel 1978 – anno in cui il settimanale “TV Sorrisi e Canzoni” lo premia quale migliore autore dell'anno – e l'intensa e struggente ...e non finisce mica il cielo, con la quale nel 1982 Mimì vince il premio della critica al Festival di Sanremo.
Tornando ai primi anni 70, c'è da dire che Fossati esordisce in proprio nel 1973 con l'album
Il grande mare che avremmo traversato, pubblicato con la Fonit Cetra sotto il nome di Ivano Alberto Fossati, con arrangiamenti ispirati al lavoro del musicista e produttore americano Quincy Jones, mentre sempre nello stesso anno incide anche il 33 giri Poco prima dell'aurora, interamente scritto e arrangiato con Oscar Prudente. Per l'album successivo, Good-bye Indiana, pubblicato nel 1975, compone e incide da solo tutte le parti strumentali e vocali, seguendo l'impostazione di altri artisti “autarchici”
, come Mike Oldfield.
Lasciata la Fonit Cetra per la RCA, pubblica nel 1977 il 33 giri La casa del serpente e nel 1979 l'album La mia banda suona il rock quest'ultimo realizzato con la stessa band che incide 461 Ocean Boulevard, album mito del chitarrista Eric Clapton – la canzone che da il titolo all'album, diventa un evergreen, un cult, ancora molto suonato dalle "radio di sola musica italiana" e anche nelle discoteche e nei pub nelle serate a base di musica disco e funky anni 70; se questa canzone è forse un po' inflazionata, nell'album ce ne sono altre due poco conosciute e ben diverse, intitolate Di tanto amore e ...e di nuovo cambio casa, brani struggenti e intimisti, che analizzano le emozioni più profonde che l'artista aveva dentro di se quando li ha scritti. Il successivo LP esce nel 1981 e si intitola Panama e dintorni, che oltre all'hit radiofonico Panama – ispirato al ricorrente tema del viaggio, caro al cantautore – contiene uno dei brani più poetici della sua produzione e che rappresenta un classico della musica leggera italiana, si intitola La costruzione di un amore, scritto tre anni prima per Mia Martini.
Con l'album
Le città di frontiera, pubblicato nel 1983, Ivano Fossati passa alla casa discografica CBS; quest'ultimo lavoro, dalla ritmica rock con pianoforte e tastiere, viene realizzato nei Town House Studios di Londra insieme al sound engineer Alan Douglas, con le collaborazioni del percussionista Luis Jardim, del chitarrista Phil Palmer e di Guy Barker al flicorno che conclude con un assolo il brano già interpretato da Loredana Berté nel 1982,
Traslocando. La canzone di maggior successo di questo album si intitola La musica che gira intorno, ed è ancora oggi un brano molto fresco e piacevole da ascoltare che, nonostante gli ermetismi del testo, si rivolge a chi non vuole arrendersi di fronte alla superficialità dilagante.
Ivano Fossati – la cui vocalità si va affinando, con una propensione al trascinamento delle vocali sul ritmo – è uno dei pochi artisti che, durante gli anni 80, passa quasi indenne la grave crisi del cantautorato più impegnato. In questo periodo contamina la sua impostazione pop-rock, con sonorità latine e mediterranee mescolate al jazz, pubblicando gli album Ventilazione nel 1984 e 700 giorni nel 1986. All'interno di quest'ultimo LP è contenuto un altro classico della canzone d'autore italiana, Una notte in Italia; un brano sofisticato nella costruzione ritmico-melodica, è sicuramente uno dei testi che meglio esprime il disorientamento di questo periodo. L'album è arrangiato da Allan Goldberg, sudafricano nativo di Johannesburg ed esperto programmatore di suoni, che lavorerà anche per i successivi La pianta del tè (1988) – che contiene Questi posti davanti al mare, eseguita con Francesco De Gregori e Fabrizio De André – e Discanto (1990), riscoperta della mediterraneità latina, con la struggente Italiani d'Argentina.
Gli anni 90 si aprono con un inno liberatorio alla musica popolare, che viene preso a prestito da congressi e raduni della sinistra storica italiana, sorprendendo lo stesso artista; il brano di cui stiamo parlando si intitola
La canzone popolare, e fa parte dell'album Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia, pubblicato nel 1992, il quale contiene anche la suggestiva Mio fratello che guardi il mondo. Dopo due raccolte dal vivo, Buontempo (1993) e Carte da decifrare (1993), escono la colonna sonora Il toro (1994), realizzato per l'omonimo film del regista Carlo Mazzacurati, l'album di inediti Macramè (1996) e la compilation Time and Silence (1998), che contiene l'inedito Il talento delle donne (Time and Silence). Nel febbraio 1999 partecipa come ospite fuori concorso al Festival di Sanremo, su invito del conduttore Fabio Fazio, ed esegue al pianoforte Mio fratello che guardi il mondo e Una notte in Italia; l'anno dopo esce il CD La disciplina della Terra (2000).
Vincitore di ben quattro Targhe Tenco – miglior canzone per Questi posti davanti al mare (1988) e album dell'anno per 700 giorni (1986), Discanto (1990) e Macramè (1996) – Fossati non arriva quasi mai al top delle classifiche di vendita, ma ha un pubblico che ormai lo segue in ogni nuovo lavoro e soprattutto una critica che lo apprezza senza esitazioni.


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