Antonello Venditti, artista romano doc e interprete di grande passione, nasce l'8 marzo 1949 in una famiglia della buona borghesia. La sua avventura musicale comincia ai tempi del liceo, quando si dedica allo studio del pianoforte e inizia a comporre le sue prime canzoni. Durante gli anni universitari frequenta il Folkstudio, storico locale romano e vero laboratorio della musica d'autore: è lì che, nel 1969, incontra Francesco De Gregori, con il quale partecipa a un tour in Ungheria come ospite della Federazione Giovanile Comunista locale. Nel 1972 i due pubblicano insieme il loro album d'esordio, "Theorius Campus", per l'etichetta IT di Vincenzo Micocci, controllata dalla RCA. I dodici brani sono equamente divisi e tra questi spicca "Roma capoccia", destinata a diventare un classico assoluto.
Con gli album successivi, "L'orso bruno" (1973) e "Le cose della vita" (1973), Venditti regala al pubblico alcune delle più belle canzoni della cosiddetta "scuola romana", come l'autobiografica "Mio padre ha un buco in gola" e la delicata "Le tue mani su di me". Nel 1974 affronta una controversia legale per vilipendio alla religione a causa del brano "A Cristo", eseguito al Teatro dei Satiri durante uno spettacolo con De Gregori e Riccardo Cocciante. Nello stesso anno pubblica "Quando verrà Natale", album impegnato che contiene "Piazzale degli eroi" e l'affresco di "Campo de' Fiori", un'altra dichiarazione d'amore alla sua Roma, proprio come "Roma capoccia", uscita anche nel suo primo 45 giri del 1972 e poi ripresa più volte nei suoi album.
Nel 1975 arriva "Lilly", disco che suscita discussioni per via del brano omonimo dedicato agli effetti devastanti dell'eroina. L'album, che contiene anche "Penna a sfera" e la lunga suite "Lo stambecco ferito", segna il suo primo grande successo: nel gennaio 1976 raggiunge la vetta delle classifiche, vende oltre un milione di copie e porta Venditti sui palchi dei grandi raduni musicali dell'epoca. Nel 1977 pubblica "Ullalla", con canzoni intense come "Maria Maddalena", "Strada" e "Canzone per Seveso", dedicata alla tragedia della cittadina lombarda contaminata dalla diossina. In quegli anni, come altri cantautori della sua generazione, deve affrontare contestazioni da parte di gruppi dell'estrema sinistra che lo accusano di essersi "arricchito" tradendo l'impegno politico iniziale.
Dopo un periodo difficile, cambia casa discografica passando dalla RCA alla Philips. Collabora con Lucio Dalla alla colonna sonora di "Signore e signori, buonanotte" e pubblica due album destinati a diventare pietre miliari: "Sotto il segno dei pesci" (1978), con brani come "Bomba o non bomba", "Sara" e "Giulia", e "Buona domenica" (1979), che contiene "Stai con me" e "Modena", impreziosita dal sax di Gato Barbieri. Con questi lavori Venditti abbandona le tematiche più aspre degli esordi per un linguaggio più accessibile, ampliando il suo pubblico e riempiendo sempre più spesso palasport e stadi.
Dopo una breve pausa, nel 1982 torna con un nuovo album di inediti, "Sotto la pioggia", che include il brano omonimo, e pubblica il live "Circo Massimo", registrazione di un concerto memorabile dedicato alla sua Roma. In quell'occasione presenta "Grazie Roma", brano scritto per celebrare lo scudetto giallorosso. Nel 1984 domina le classifiche con "Cuore", album che conquista la Vela d'Oro come disco più venduto dell'anno e contiene classici come "Notte prima degli esami", "Ci vorrebbe un amico", "Piero e Cinzia" e "Stella". Seguono il live "Centocittà" (1985), la colonna sonora di Troppo forte per Carlo Verdone e l'album "Venditti e segreti" (1986), che conferma la sua popolarità con brani come "Peppino", "Giulio Cesare" e "Settembre".
Nel 1988 pubblica "In questo mondo di ladri", che supera il milione di copie vendute e, oltre alla title track, contiene successi come "Ricordati di me", "Il compleanno di Cristina" e "21 modi per dirti ti amo". Gli anni '90 si aprono con "Benvenuti in Paradiso" (1991), seguito dal live "Da San Siro a Samarcanda" (1992) - che contiene il brano inedito e registrato in concerto "L'amore insegna agli uomini" - e dagli album "Prendilo tu questo frutto amaro" (1995) e "Antonello nel paese delle meraviglie" (1997), dove rilegge undici suoi brani in chiave sinfonica con un inedito scritto insieme a Ennio Morricone. Il decennio si chiude con "Goodbye Novecento" (1999) e la raccolta "Se l'amore è amore". Nel 2001 celebra il terzo scudetto della Roma con "Circo Massimo 2001". Nel 2003 pubblica "Che fantastica storia è la vita", album che sembra recuperare la vena più sociale e politica degli anni '70, con "Io e mio fratello" cantata insieme a De Gregori, oltre che con il brano che dà il titolo al disco.
Negli anni successivi Venditti continua a rinnovarsi senza perdere il legame con il suo pubblico. Nel 2007 esce "Dalla pelle al cuore", album di grande successo che inaugura una nuova stagione creativa. Nel 2011 pubblica "Unica", mentre nel 2015 torna in vetta alle classifiche con "Tortuga", seguito da un tour trionfale e dal live "Tortuga – Un giorno in paradiso" (2016), registrato allo Stadio Olimpico. Nel 2018 celebra i quarant'anni di "Sotto il segno dei pesci" con un tour dedicato che registra un entusiasmo straordinario. Nel 2019 torna sul palco di Sanremo, ospite di Claudio Baglioni, interpretando "Notte prima degli esami".
Dal 2022 inaugura una nuova fase della sua carriera con il tour congiunto "Venditti & De Gregori", un evento storico che riunisce due protagonisti assoluti della canzone d'autore italiana. Il progetto prosegue nel 2023 e nel 2024, accompagnato dall'album live "Il concerto". Nel 2025 riceve un Premio alla Carriera al Festival di Sanremo, a coronamento delle celebrazioni per i quarant'anni di Notte prima degli esami (iniziate nel 2024), e annuncia un tour celebrativo dedicato proprio a quel brano simbolo di intere generazioni.
Antonello Venditti resta un artista complesso, a volte contraddittorio, capace di attraversare decenni di musica italiana senza perdere la sua identità. Per alcuni è un cantautore politico che ha abbandonato l'impegno degli esordi, per altri un interprete sentimentale di enorme successo. Forse è entrambe le cose: un vocalist eccezionale, autore di melodie popolari e ballate raffinate, capace di parlare d'amore senza banalità e di toccare corde profonde dell'animo umano. E, a volte, anche questo può essere rivoluzionario.
Antonello Venditti: l'icona della canzone d'autore italiana