Ivano Fossati, compositore, arrangiatore e polistrumentista tra i più autorevoli della musica italiana, nasce a Genova il 21 settembre 1951. Dopo gli studi di chitarra, flauto traverso e pianoforte, si avvicina presto alla scena musicale della sua città, mostrando fin da subito una forte curiosità verso linguaggi e sonorità differenti.
Nel 1971 debutta come leader dei Delirium, formazione hippy‑rock con cui pubblica Dolce acqua e partecipa al Festival di Sanremo 1972 con Jesahel, brano che diventa un simbolo della stagione "flower power" italiana. Nel 1973 avvia la carriera solista, alternando album di ricerca come Il grande mare che avremmo traversato e Good‑bye Indiana a collaborazioni con Oscar Prudente.
Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 Fossati consolida la propria identità artistica con lavori come La mia banda suona il rock (1979) - che oltre alla title track contiene perle intense e intimiste come Di tanto amore e E di nuovo cambio casa - e nel 1981 Panama e dintorni, che contiene la hit Panama e l'immortale ed iconica La costruzione di un amore, uno dei suoi brani più amati. Con Le città di frontiera (1983) e il singolo estratto, La musica che gira intorno, raggiunge una maturità stilistica che lo accompagnerà per tutto il decennio.
Negli anni '80 e '90 esplora sonorità mediterranee, latine e jazz, firmando album come 700 giorni (1986), nonché La pianta del tè (1988), al cui interno è contenuto il capolavoro Questi posti davanti al mare, storico incontro collaborativo con Fabrizio De André e Francesco De Gregori. Seguono poi Discanto (1990) e, nel 1992, Lindbergh – Lettere da sopra la pioggia, che contiene La canzone popolare e Mio fratello che guardi il mondo, brani destinati a diventare punti di riferimento della sua produzione.
Parallelamente, Fossati scrive canzoni entrate stabilmente nel repertorio di grandi interpreti italiani: Patty Pravo (Pensiero stupendo), Anna Oxa (Un'emozione da poco), Loredana Bertè (Dedicato, Non sono una signora), Mia Martini (l'album Danza e ...e non finisce mica il cielo), oltre a collaborazioni con Mina, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Gianni Morandi e molti altri.
Gli anni Duemila confermano la sua centralità nella canzone d'autore con album come Lampo viaggiatore (2003) — che contiene il celebre brano Il bacio sulla bocca, una rara e luminosa ballata sull'amore sereno e la complicità — L'arcangelo (2006), Musica moderna (2008) e Decadancing (2011). Dopo il tour legato a quest'ultimo lavoro, Fossati annuncia il ritiro dalle scene, scegliendo una vita più appartata e dedicandosi alla scrittura, alla ricerca musicale e all'attività accademica.
Negli anni successivi partecipa a incontri culturali selezionati e collabora con istituzioni musicali, mantenendo un profilo discreto ma sempre rispettato. Nel 2025, in un'intervista, dichiara di non avere intenzione di pubblicare nuovi album, preferendo un rapporto più intimo con la musica.
Vincitore di quattro Targhe Tenco, Fossati rimane una figura di riferimento assoluto per la canzone italiana: un autore capace di unire rigore, poesia e ricerca sonora, con un repertorio che continua a essere ascoltato, studiato e reinterpretato.