Ci sono voci che non hanno bisogno di microfoni per farsi sentire, perché vibrano della stessa forza della terra. Quella di Pierangelo Bertoli, nato a Sassuolo il 5 novembre 1942, era una voce così: potente, schietta, capace di trasformare la sedia a rotelle non in un limite, ma in un trono da cui osservare e graffiare il mondo.
Dall'impegno politico a "Eppure soffia"
Autodidatta e militante nell'anima, Bertoli inizia a scrivere canzoni intorno al 1965. Il momento di svolta arriva nel 1974 grazie all’incontro con Dario Fo a Milano. Nel 1976, sotto l'ala di Caterina Caselli, pubblica “Eppure soffia”: un brano-manifesto che, con una poesia cruda, denuncia l'ipocrisia umana verso la natura. Un pezzo che nel 2026 appare più profetico che mai.
Bertoli è noto per una timbrica vocale fiera, tipica dei cantastorie di piazza. I suoi testi sono un mix di passione e denuncia, confermati in album fondamentali come “Il centro del fiume” (1977) e il viscerale “A muso duro” (1979), brano che ancora oggi chiude idealmente ogni concerto in suo onore.
Il Successo e i Duetti Storici
Gli anni '80 consacrano Bertoli come un gigante delle classifiche. Nel 1981, il brano “Pescatore”, interpretato con una straordinaria Fiorella Mannoia, diventa un classico istantaneo della musica italiana. Ma Pierangelo non dimentica le sue radici e continua a sperimentare, duettando persino con un giovane Luciano Ligabue in “Sogni di rock’n roll” (1988), facendo da ponte tra la vecchia guardia e il nuovo rock emiliano.
Sanremo e l'impegno civile
Nel 1991, Bertoli porta sul palco di Sanremo l'emozione pura con “Disamparados (Spunta la luna dal monte)” insieme ai Tazenda. Il mix tra italiano e dialetto sardo è un trionfo commerciale e di critica. Tornerà al Festival nel 1992 con “Italia d’oro”, un attacco frontale alle ingiustizie sociali del Paese, confermando la sua coerenza di "voce tra due fuochi".
L'eredità musicale di Pierangelo Bertoli: il tour 2026 e il Premio Bertoli
Pierangelo ci ha lasciati il 6 ottobre 2002, ma la sua eredità non è mai stata così viva. Grazie al lavoro del figlio Alberto Bertoli, che sta portando in tour il progetto “Due voci intorno a un fuoco”, le canzoni di Pierangelo — autentici inni alla vita capaci di trasmettere valori universali — continuano a emozionare le nuove generazioni.
L'impegno di Alberto Bertoli rappresenta un vero atto di resistenza culturale. Vedere un figlio che intreccia la sua voce con quella del padre in brani iconici come “A muso duro” o “Eppure soffia” trasforma ogni concerto in un rito collettivo di resilienza e onestà.
Anche nel 2026, questo messaggio rimane un punto di riferimento per il cantautorato impegnato, celebrato ogni anno attraverso il prestigioso Premio Pierangelo Bertoli, le cui iscrizioni per i nuovi cantautori sono aperte fino al 18 maggio.
💿 Discografia Essenziale
- Eppure soffia (1976) – L'esordio che scuote le coscienze.
- A muso duro (1979) – Il disco dell'orgoglio e della coerenza.
- Certi momenti (1981) – Contiene il successo Pescatore.
- Canzoni d’autore (1987) – Un omaggio ai grandi maestri della musica.
- Oracoli (1990) – Scritto con Luca Bonaffini, contiene Chiama piano.
- Spunta la luna dal monte (1991) – Il successo platino del periodo sanremese.
🎤 Momenti Iconici e Duetti
- Con FIORELLA MANNOIA: Pescatore (1981).
- Con I TAZENDA: Spunta la luna dal monte (1991).
- Con FABIO CONCATO: Chiama piano (1990).
- Con LUCIANO LIGABUE: Sogni di rock’n roll (1988).
- Con ELIO E LE STORIE TESE: Giocatore mondiale (1990).