Le radici del Diablo: tra Firenze e il Punk (1962-1980)
Piero Pelù nasce a Firenze il 10 febbraio 1962. La sua iniziazione al rock avviene prestissimo: a 8 anni acquista la sua prima Eko Eldorado, ma è un viaggio a Parigi a folgorarlo, grazie al suono dei Black Sabbath. Dopo i primi ascolti dei Beatles e il battesimo live, assistendo al suo primo concerto, quello dei New Trolls nel 1976, Piero fonda i Mugnìons, band liceale dove si fa chiamare "Pierotten". Dopo il diploma, cerca fortuna nella Londra del punk, ma rientra a Firenze deluso, pronto però a creare qualcosa di unico in Italia.
La nascita del mito: l'urlo dei Litfiba (1980-1984)
Dall'unione tra Piero, Antonio Aiazzi, Federico Renzulli (Ghigo), Gianni Maroccolo e Francesco Calamai nascono i Litfiba. La loro missione è chiara: portare il rock nella lingua italiana. Dopo la vittoria al 2º Festival Rock Italiano con l'EP "Guerra" (1982), la band fatica a trovare un contratto discografico, ma esplode grazie alla collaborazione con la compagnia teatrale Krypton per l'opera "Eneide", che permette loro di farsi notare anche all'estero, fino al successo a Rennes nel 1983.
La Trilogia del Potere e la consacrazione (1985-1989)
Sotto l'ala del produttore Alberto Pirelli e della neonata I.R.A. Records, i Litfiba danno vita a un trittico fondamentale della musica italiana: "Desaparecido", "17 re" e "Litfiba 3". È la "Trilogia del potere", un grido contro il totalitarismo che li rende icone del rock europeo.
Nonostante il successo di "Pirata" (disco d'oro), la band affronta momenti drammatici: l'addio di Maroccolo e la tragica morte del batterista Ringo De Palma segnano la fine di un'era, lasciando Pelù e Renzulli soli alla guida del gruppo.
Gli anni d'oro: la Tetralogia degli Elementi (1990-1999)
Gli anni '90 segnano la trasformazione dei Litfiba in vere superstar da classifica. Attraverso la "Tetralogia degli elementi" (fuoco, terra, aria, acqua), la band vende milioni di copie. Tuttavia, dietro il successo di massa si nascondono tensioni crescenti. Le divergenze artistiche tra Piero e Ghigo diventano insanabili, portando Pelù alla storica decisione di lasciare la band nel 1999, subito dopo l'Infinito Tour.
La "Festa di Laurea": il debutto solista (1999-2001)
Chiuso il capitolo Litfiba, Piero inizia quella che definisce la sua "festa di laurea". Esordisce col botto insieme a Ligabue e Jovanotti nel brano pacifista "Il mio nome è mai più" e duetta con Mina e Adriano Celentano. Nel 2000 pubblica l'autobiografia "Perfetto difettoso" e il suo primo album solista, "Né buoni né cattivi". Supportato dai Supercombo, Pelù domina le classifiche con hit come "Io ci sarò" e "Toro loco", confermandosi un animale da palcoscenico anche senza la sua storica band.
La Trilogia dei Sopravvissuti (2002-2004)
Il percorso solista prosegue nel 2002 con "U.D.S. - L'uomo della strada", album trascinato dal successo internazionale del duetto con Anggun, "Amore immaginato". Nel 2004, Piero chiude la sua ideale "trilogia dei sopravvissuti" con l'album "Soggetti smarriti", consolidando definitivamente la sua posizione come icona del cantautorato rock italiano, prima di intraprendere le nuove sperimentazioni che lo avrebbero portato fino ai giorni nostri.
Dopo il 2004, la carriera di Piero Pelù ha vissuto colpi di scena degni di un romanzo rock, tra sperimentazioni soliste, l'atteso ritorno alle origini e nuove sfide televisive.
La sperimentazione e l'impegno (2005-2009)
Nel 2005, Pelù pubblica la raccolta Presente, che riassume la sua prima fase solista e include l'inedito "Nel mio mondo". L'anno successivo segna una svolta sonora con "In faccia" (2006), un album che abbandona le tastiere per un rock più asciutto e diretto. In questo periodo, l'impegno civile di Piero si intensifica: partecipa a progetti di legalità e, nel 2008, pubblica "Fenomeni", un disco che esplora le contraddizioni della società moderna, accompagnato da un tour che lo vede ancora una volta protagonista sui palchi più importanti d'Italia.
Il "Grande Ritorno" con i Litfiba (2009-2017)
L'evento che tutti i fan aspettavano scatta l'11 dicembre 2009: tramite un comunicato ufficiale, Piero Pelù e Ghigo Renzulli annunciano la reunion dei Litfiba. La chimica tra i due esplode nuovamente in un tour trionfale che culmina nell'album live "Stato libero di Litfiba". Nel 2012 esce "Grande Nazione", il primo album di inediti dopo la rottura, che riporta la band ai vertici delle classifiche. Negli anni successivi, i due celebrano il passato con l'album "Trilogia 1983-1989 (Live 2013)" e chiudono il cerchio creativo con l'album "Eutòpia" (2016), certificato disco d'oro.
La Tv e il debutto a Sanremo (2013-2020)
Piero non si limita alla musica: dal 2013 diventa uno dei coach più amati del talent The Voice of Italy, dove porta la sua energia "diabolica" sul piccolo schermo, venedo soprannominato "Il Diablo".
Nel 2020, per la prima volta in 40 anni di carriera, partecipa come concorrente al Festival di Sanremo con il brano "Gigante", dedicato al nipote. La canzone si piazza al quinto posto, diventa un successo radiofonico e anticipa l'album solista "Pugili liberi".
L'ultimo tour dei Litfiba e il presente (2021-2026)
Nel 2021, i Litfiba annunciano "L'Ultimo Girone", il tour d'addio per celebrare i 42 anni di storia della band. La tournée, conclusasi a fine 2022, è un successo straordinario che segna la definitiva conclusione del marchio Litfiba, lasciando però le porte aperte ai progetti individuali.
Tuttavia, il percorso di Piero subisce uno stop forzato nel 2023 a causa di uno shock acustico subito in studio, che lo costringe a rimandare i live per curare un forte acufene. Superato il momento difficile, torna nel 2024 con l'album "Deserti", un lavoro che lo riporta alle sue radici rock più pure. Oggi, nel 2026, Piero Pelù continua a essere il "ragazzaccio" del rock italiano, portando avanti la sua musica con la grinta di sempre, dimostrando che l'energia del palco è una medicina che non conosce età.