Gli inizi: la nascita di un destino
Renato Fiacchini nasce a Roma il 30 settembre 1950, in una famiglia della piccola borghesia. Fin da bambino sente la musica come una chiamata naturale, un rifugio e una promessa. L'incontro con artisti come i Rokes e Little Tony gli apre le porte di un mondo che sente già suo.
Nel 1964 debutta al Ciak, vicino alla Stazione Termini. L'anno successivo approda al Piper, tempio del beat romano, dove incontra Don Lurio, che lo porta nel corpo di ballo televisivo di Rita Pavone. Sono anni di formazione intensa: radio, televisione, prime incisioni. Nel 1967 registra il suo primo 45 giri, Non basta, sai. Nel 1969 appare anche nel film Satyricon di Federico Fellini.
Il nome Zero e la nascita del personaggio
Nel 1970 entra nel cast italiano del musical Hair, poi nell'opera rock Orfeo 9 di Tito Schipa Jr., dove conosce Loredana Bertè e Mia Martini, amicizie che dureranno nel tempo. Nei primi anni '70 sceglie il nome che lo renderà immortale: Zero. Un nome-manifesto, una sfida, un punto di partenza da cui creare tutto.
Nel 1972 firma con la RCA e porta in scena all'Albergo Intergalattico Spaziale uno spettacolo fatto di canzoni, trucco, costumi e provocazione. Da lì nasce il suo primo album, No! Mamma, No! (1973).
Gli anni '70: l'esplosione del mito
Mentre in Inghilterra David Bowie gioca con l'ambiguità, in Italia Renato Zero diventa la sua controparte mediterranea: più teatrale, più circense, più istintivo. Nel 1974 pubblica Invenzioni, poi inizia la collaborazione con Piero Pintucci e Franca Evangelisti.
Il primo grande successo arriva con Madame (1976), tratto da Trapezio. Ma è il 1977 l'anno della consacrazione: Zerofobia diventa un cult assoluto, con brani come Mi vendo, Morire qui e la poetica Il cielo. Nascono i “sorcini”, un pubblico fedele e appassionato che lo seguirà per tutta la vita.
Nel 1978 arriva Zerolandia, un trionfo. Triangolo diventa un classico senza tempo, mentre La favola mia e Fermati mostrano il lato più tenero e visionario dell'artista.
La nascita dell'etichetta e i successi a cavallo degli anni '80
Nel 1979 fonda la sua etichetta, la Zerolandia, e pubblica Ero Zero, che contiene Il carrozzone, una delle sue canzoni più amate. Nello stesso anno vince la Gondola d'Oro e realizza il film autobiografico Ciao nì.
Gli anni '80 si aprono con Tregua (1980) e il singolo Amico, poi con il live Icaro (1981) e Artide Antartide. Nel 1982 pubblica Via Tagliamento 1965-1970, con Soldi e Viva la RAI. Seguono Calore (1983), Leoni si nasce (1984), Identikit (1985), Soggetti smarriti (1986) e Zero (1987). Nel 1989 arriva Voyeur, accompagnato da un tour da tutto esaurito.
Gli anni '90: la maturità e la poesia
Nel 1991 emoziona Sanremo con Spalle al muro, scritta da Mariella Nava. Nel 1993 nasce il progetto Fonopoli, sogno culturale che lo impegna per anni. Seguono L'imperfetto (1994), Sulle tracce dell'imperfetto (1995), le raccolte Le origini (1996) e Zero '70 (1997).
Nel 1998 pubblica Amore dopo amore, uno dei suoi album più amati, con la struggente Cercami. Il tour è un trionfo, nonostante un incidente lo costringa a una pausa.
Gli anni 2000: una nuova stagione creativa
Nel 2000 conduce Tutti gli zeri del mondo, un'autobiografia musicale in TV. Seguono La curva dell'angelo (2001) e Cattura (2002).
2003–2010: il ritorno monumentale
In questi anni Renato Zero vive una seconda giovinezza artistica: Figli del sogno (2004), Il dono (2005) e Presente (2009) confermano la sua forza creativa. I tour diventano eventi epici, con scenografie imponenti e un pubblico sempre più trasversale.
2010–2020: la trilogia della memoria
Negli anni '10 pubblica Amo – Capitolo I e Amo – Capitolo II (entrambi nel 2013), poi Alt (2016). Nel 2020 celebra i suoi 70 anni con la trilogia Zerosettanta, tre album che ripercorrono la sua storia e la sua identità.
2020–2024: tra spiritualità e autoritratto
Arrivano nuovi progetti: Atto di fede (2022), un'opera corale e mistica, e Autoritratto (2023), un album intimo che riflette sul tempo, sulla fragilità e sulla gratitudine.
2025–2026: L'OraZero, la nuova rinascita
Nel 2025, per i suoi 75 anni, Renato Zero annuncia un nuovo capitolo: L'OraZero, un album di 19 brani inediti in uscita il 3 ottobre. È un disco che parla di rinascita, di tempo che ricomincia, di un artista che non smette di cercare. Nel 2026 partirà il L'OraZero Tour, un viaggio musicale che attraverserà l'Italia da gennaio ad aprile.
Ritratto finale
Renato Zero è molto più di un cantautore. È un simbolo di libertà, un interprete che ha trasformato la fragilità in forza, la diversità in orgoglio, la musica in un abbraccio collettivo. Con 46 album, oltre 500 canzoni e 55 milioni di dischi venduti, è l'unico artista italiano ad aver raggiunto il primo posto in classifica in sei decenni consecutivi.
La sua storia non è nostalgia: è un continuo ricominciare. E ogni volta, come sempre, Zero riparte da Zero.