Robbie Williams: Il Re del Pop Britannico

Robbie Williams nella copertina di Britpop

Nato il 13 febbraio 1974 a Stoke-on-Trent, Robbie Williams ha iniziato la sua scalata nel 1990 come il membro più giovane dei Take That. Nonostante il successo travolgente di hit come “Pray", "Relight my fire" (cover di un brano di Dan Hartman del 1979), "Sure", "Everything changes" e la celebre "Back for Good", gli scontri interni e gli eccessi lo portano ad abbandonare il gruppo nel 1995. Dopo un inizio incerto da solista, nel 1997 la ballata "Angels" lo trasforma in una leggenda, salvando la sua carriera e rendendolo l'artista più desiderato del pianeta.

1998 - 2003: La Golden Age e il Dominio Globale

Se dopo il successo sismico di "Angels" (contenuto nel primo album da solista dal titolo "Life Thru A Lens" del 1997) Robbie Williams non era più solo l'ex dei Take That, ma la popstar più ambita del pianeta, ecco che tra il 1998 e il 2003, Robbie, vive la sua Golden Age, pubblicando tre album che hanno definito il suono del pop britannico moderno.

Ecco il racconto di quegli anni d'oro:

Nel 1998 esce l'album "I've Been Expecting You" che consolida il suo successo personale, insomma, se il primo album era servito a farsi notare, questo servì a dominare. Un disco che gioca con un'estetica ispirata a James Bond (a partire dal titolo) e dal quale vengono estratte tre grandi hit:

- "Millennium": Fu il primo singolo estratto e il suo primo numero 1 da solista. Il brano campiona l'orchestra di "You Only Live Twice” (la celebre canzone interpretata da Nancy Sinatra nel 1967, tema principale dell'omonimo film della saga di James Bond "007 - Si vive solo due volte") proiettando Robbie in un'atmosfera da spia affascinante e ironica.
- "No Regrets": Una ballata intensa e introspettiva, scritta come una lettera d'addio definitiva ai Take That, cantata insieme a Neil Tennant dei Pet Shop Boys.
- "She's the One": Quest'ultima, una cover dei World Party, divenne una delle sue ballate più iconiche, confermando la sua capacità di emozionare le masse.

Nel 2000 arriva "Sing When You're Winning" con hit che gli danno il dominio globale della musica pop di inizio millennio. Il titolo dell'album richiama il coro da stadio dei tifosi di calcio, e la musica ne riflette l'energia trionfale. Questo disco conteniene tre hit mozzafiato:

- "Rock DJ": Il singolo di lancio fu un terremoto culturale. Il video, in cui Robbie si strappa letteralmente la pelle per farsi notare, divenne uno dei più visti (e censurati) di sempre, spinto da un ritmo funk irresistibile.
- "Supreme": Robbie reinterpreta il classico "I Will Survive" in chiave epica e orchestrale, accompagnato da un video che lo vede correre in Formula 1 contro Jackie Stewart.
- "Kids": Un duetto esplosivo con Kylie Minogue, nato per celebrare lo status di entrambi come reali del pop europeo.

Due anni dopo, nel 2002, arriva "Escapology", il suo quarto album, quello della maturità. Su di lui la pressione è alle stelle, basti pensare che in quell’anno firma un contratto record da 80 milioni di sterline con la EMI e, "Escapology", rappresenta proprio il suo tentativo di fuggire (appunto, escapology) dalle aspettative soffocanti del successo. Un disco che sforna tre altre grandi hit internazionali:

- "Feel": È probabilmente la sua canzone più famosa dopo "Angels". Una ballata rock potente, cupa e sincera che scalò le classifiche di tutto il mondo. Il video vide la partecipazione di Daryl Hannah.
- "Come Undone": Un brano crudo e onesto che esplora la sua vita sregolata e i suoi demoni interiori, accompagnato da un video che fece discutere per il suo realismo.
- "Sexed Up": Originariamente scritta anni prima, questa ballata malinconica divenne un altro successo radiofonico immediato.

Questi tre album non furono solo raccolte di canzoni, ma la colonna sonora di un'epoca in cui Williams era letteralmente inarrestabile. Un'apice creativo che culmina nel 2003 con i tre leggendari concerti al Knebworth Park, dove si esibisce davanti a 375.000 persone, stabilendo un record di affluenza imbattuto.

Dalla Sperimentazione alla Reunion (2006 - 2012)

Sempre pronto a sfidare le aspettative, nel 2006 entra nel Guinness dei Primati vendendo 1,6 milioni di biglietti in un solo giorno. Dopo l'esperimento elettronico di "Rudebox", nel 2010 avviene l'impensabile: la reunion con i Take That. L'album "Progress" e il singolo "The Flood" segnano un ritorno trionfale, seguito dal tour di maggior successo nella storia del Regno Unito. Nel 2012 torna solista con l'orecchiabile "Candy", che gli regala l'ennesimo numero uno.

Un'Eredità Senza Tempo (2013 - Oggi)

Negli ultimi anni, Robbie ha cementato il suo status di istituzione culturale: Con 18 BRIT Awards (incluso il prestigioso BRITS Icon Award), ha superato ogni altro artista nella storia del premio. Nel 2022 ha celebrato 25 anni di carriera solista con l'album orchestrale "XXV", inciso con la Metropole Orkest. Recentemente, la sua vita è diventata un film nel biopic "Better Man" (2024), dove viene rappresentato con audacia come una scimmia antropomorfa, a simboleggiare la sua natura di eterno "performer" sotto esame. Con oltre 100 milioni di copie vendute e le chiavi della sua città natale, Stoke-on-Trent, Robbie Williams rimane l'indiscusso Re del Pop britannico, un artista capace di trasformare le proprie fragilità in spettacolo puro.

2026: Torna l'era "Britpop"

Il 2026 segna un capitolo vibrante con la pubblicazione, a sorpresa il 16 gennaio, dell'album "Britpop", un titolo che è sia una dichiarazione d'intenti che un ritorno a casa. Ispirato al sound e all'estetica degli anni Novanta, il disco fonde l'energia delle sue origini con una produzione moderna, confermando Robbie come l'ultimo vero imperatore del pop britannico, capace di vendere oltre 100 milioni di copie e di reinventarsi ancora una volta.

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